Il cantante Fausto Leali si racconta: con la sua voce raffinata ha conquistato l’Italia.

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Fausto Leali, dalla voce forte e raffinata,  è uno dei cantanti più conosciuti in Italia. “A chi, Ti lascerò, Angeli Negri”, sono solo alcuni dei sui grandi successi. A soli 10 anni inizia lo studio della chitarra, diventando dopo solo pochi anni un professionista. Con milioni di copie vendute ha conquistato i primi posti delle classifiche musicali,  anche di altri paesi Europei. Più volte ha partecipato al festival di Sanremo, arrivando al primo posto nel 1989 con il brano “Ti lascerò”, cantato in coppia con la cantante Anna Oxa. Ancora oggi, con la sua voce e con  suoi brani,  “cattura” il cuore di milioni di Italiani. Il prossimo 22 ottobre uscirà un suo nuovo lavoro, un disco di duetti con i più grandi cantanti Italiani. Conosciamolo meglio, con questa intervista concessa durante il suo concerto a Santo Stefano di Rogliano (Cs), in occasione dei festeggiamenti per Santa Liberata.

Lei è un  pilastro della canzone Italiana, quando ha capito che sarebbe stata questa la sua strada?

A 12 anni…. ( sorride)

Perché?

Perché non avevo alternative. Ho iniziato a studiare chitarra a 10, a 12 me la cavavo,  a 14 anni cominciavo da professionista. ( Riflette)

Lei ha fatto centinaia di concerti, ne ricorda uno in modo particolare?

……mmm……..Mai ( Sorride)

Si descriva con un aggettivo

Io?….(riflette)

Anche due?

Sono un buon uomo.

E sulla nostra bellissima regione?

La Calabria è una regione bellissima. Ho molti amici calabresi.  Non lo dico perché oggi  sono in Calabria  e perché mi fai la domanda tu. Lo sappiamo tutti che è una regione bellissima. Ha i suoi pro e i suoi contro come tutte le parti del mondo. È sfruttata abbastanza bene. Si potrebbe investire  un poco meglio  sul  mare, in particolare nella parte ionica.

Desideri non esauditi?

Mi dispiace ( sorride)…ma l’ultimo desiderio è stato esaudito. Uscirà il 22 ottobre.

Cosa può anticiparci?

Un disco di duetti con i più grandi cantanti d’Italia.

La ringrazio

Grazie mille a te.

 di Omar Falvo

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