Dalila Pasquariello si racconta. Dalla miniserie Sotto Copertura alla fiction Don Matteo 10.

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“ La mia famiglia è tutto per me. La vita sul set?…straordinaria….”

 

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( Nella foto Dalila Pasquariello)

” Mi sarebbe piaciuto lavorare con Monica Vitti…”

Bella, preparata e molto affascinante, Dalila Pasquariello è tutto questo. La giovane attrice, nata a Napoli nel 1992, sta conquistando il cuore di milioni di telespettatori. Da bambina sognava di essere una principessa. Intanto sperimentava ogni lavoro, giocando a fare la veterinaria e l’architetto. Nel 2011 ha partecipato a Miss Italia. Oggi è diventata una talentuosa attrice della televisione italiana con le sue presenze in fiction di successo. Non lascia nulla al caso, con tanto  studio e tanta passione costantemente percorre questa straordinaria strada. Nella miniserie Sotto copertura prima, e in Don Matteo 10  dopo, ha letteralmente  stregato milioni d’Italiani. Con i suoi ruoli, quasi sempre drammatici ha fatto emergere la sua grande tecnica recitativa. Dinanzi a un buonissimo caffè napoletano, perché lei ama tantissimo la sua Napoli, ha accettato questa simpatica e interessante intervista. Conosciamola meglio.

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Che tipo di attrice sei?

Che attrice sono ancora non te lo so dire, non me la sento di dare una definizione adesso che sono agli esordi. Mi piacerebbe sperimentare personaggi diversi, ho sempre interpretato ruoli abbastanza drammatici. Non ho mai visto com’è la mia vena comica, se c’è ovviamente e come riesce, piuttosto che quella sensuale. I personaggi che ho fatto erano sempre ragazze tra i 19-20 anni.

Hai avuto la possibilità di lavorare con un mostro sacro del cinema mondiale, Terence Hill in Don Matteo 10, com’è stato?

Lavorare con Terence è stato bellissimo, oltre che estremamente naturale, cosa che non mi aspettavo. Sai prima di conoscerlo, e prima di lavorarci insieme potevo aver paura di sbagliare qualcosa. Quando mi è capitata la prima scena con Terence, lui mi ha messo subito a mio agio. Pensa che  il giorno prima della prima scena, mi ero preparata, anche la sera a letto avevo studiato tanto. Era una scena molto importante, in cui dovevo piangere. Sono molto contenta di come sia venuta. Terence alla fine mi disse brava e io ero veramente molto soddisfatta dell’alchimia che si era creata ( sorride).

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(Dalila con il fidanzato Angelo)

C’è un personaggio con il quale vorresti lavorare?

Mi sarebbe piaciuto lavorare con Monica Vitti. O comunque poterla conoscer per chiederle tante cose. È un’attrice che io ammiro da morire, sia dal punto di vista professionale che come donna. Veramente è super affascinante, super intelligente. Mi lascia sempre senza parole. Questo per me sarebbe un sogno.

Cosa non si vede da casa durante il lavoro sul set?

Omar, provo a darti questa risposta. Tutto quello che non si vede da casa è l’immenso lavoro che c’è dietro alle telecamere. Un set può iniziare alle 5 di mattina fino alle 17 di pomeriggio, oppure dalla sera alla mattina. Sono tante le persone sul set: a partire dal runner, all’assistente di produzione, ai tecnici fino ad arrivare all’attore e al regista. Tutti si impegnano al massimo, per far uscire al meglio il prodotto. Quello che ti posso dire è che se non lavorassimo tutti al meglio tra di noi, non riusciremmo a raggiungere il massimo.

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Un aneddoto che ricordi?

Ti racconto questa cosa, un poco mi vergogno, non l’ho mai  raccontata  a nessuno ( sorride). Ero sul set di Sotto copertura e non sapevo ancora come si stava sul set. Dovevo girare una scena in cui andavo dal boss e subito dopo dovevo piangere. Prima di girare eravamo già da ore e ore a lavoro. La stanchezza vinse la mia concentrazione. Sbagliai delle cose e mi mancava un oggetto di scena, forse una borsa e lo feci notare. Dopo tutto questo non riuscivo più a concentrarmi  per la scena del pianto, il regista mi fece notare il mio modo di espormi (sorride) Comunque stavo pensando alla precedente domanda, è molto bella, complimenti Omar, è veramente tanto quello che non arriva a casa. Sarebbe bello poter spiegare e far capire le difficoltà del nostro lavoro.

Grazie mille, e allora vuoi raccontarmi una giornata tipica sul set?

La giornata tipica del set dipende dalle scene. Ci svegliamo presto, colazione e via verso il trucco. Ci incontriamo con gli altri attori. Poi andiamo ai costumi nel nostro camerino e sul set, sempre molto puntuali.

Vuoi parlarmi della tua famiglia?

La mia famiglia è tutto per me. Mia mamma, mio fratello, mia nonna e mia zia sono la mia vita.  Non sono cresciuta con mio padre. Non ho un ottimo rapporto con lui. Non il rapporto che si intende tra padre e figlia. Ho provato a recuperarlo nel tempo. Forse adesso lo stiamo riacquistando, però non è quello che vorrei o quello che avrei voluto. Forse questo è il mio punto debole. Spero un giorno di avere una famiglia, ma vedi mi stai facendo pensare a tante cose ( sorride). Non dico altro ( sorride).

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Com’era Dalila da bambina?

Ero una bambina molto vivace, amavo giocare con le cose della cucina e sognavo di essere una principessa. Amavo sperimentare ogni tipo di lavoro. Giocavo a fare la veterinaria, l’architetto. Spostavo anche l’armadio perché non riuscivo a vedere i mobili nella stessa posizione. Amavo disegnare e colorare. Il mio programma televisivo preferito era art attack.

Ultimissima domanda, nuovi progetti in cantiere?

Nonostante abbia cose sottobanco,(riflette) non ti dico nulla, perché sono Napoletana. Sono scaramantica (sorride). Non ti racconto più nulla(sorride).

Grazie Dalila, grazie a te, troppe domande ( sorride)

di Omar Falvo

Foto concesse da Dalila Pasquariello

Fonte intervista: settimanale TUTTO numero 43 del 2016.

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